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GlobeTrotter - Diari di Viaggio

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Cascate del Niagara & Bath

Giorno 12.
cascate del niagara La sveglia suona prima del solito visto che avevamo deciso di prendere il battello che attraversa il fiume e che porta proprio sotto le cascate del Niagara (il tutto per 20$ circa)! La fila è lunga ma non eccessiva e in una mezz’ora siamo sul battello con i nostri k-way blu acceso.

Una volta a bordo l’avventura inizia, passiamo prima sotto la cascata sul suolo statunitense e dopo sotto la famosa cascata a ferro di cavallo. La quantità di acqua che viene sollevata è tantissima ed è quasi impossibile scattare le foto. L’acqua arriva a secchiate!!!! Il giro dura circa 20 minuti, ma lo spettacolo che offre è davvero stupendo!!!!!

cascate del niagara Una volta scesi dal battello notiamo che la nostra scelta di svegliarci presto è stata pienamente ripagata, la fila per andare sul battello è 10 volte più lunga! Bagnati fradici decidiamo di percorrere tutto il lungo fiume arrivando proprio a ridosso dalla cascata a ferro di cavallo.

Poco dopo pranzo decidiamo di rimetterci in viaggio verso Washington, la nostra ultima meta. Arrivati al confine però il poliziotto che ha controllato i nostri passaporti ha la brillante idea di approfondire la sua ispezione e di farci perdere un sacco di tempo inutilmente.

Tornati negli USA viaggiamo fino a sera e decidiamo di fermarci a dormire in una cittadina sperduta nello stato di New York, Bath. Di motel non ce ne sono molti ma con soli 59 dollari totali riusciamo a pernottare in un bellissimo motel.

Ora non ci resta che trovare un posto in cui mangiare, e dopo un rapido giro della cittadina vediamo che non ce ne sono molti.. anzi non ce ne sono affatto! Fortunatamente Mc non ci abbandona mai! Però vicino al noto fast-food c’è un piccolo self-service a buon mercato che ci offre un’alternativa. Quindi ci dividiamo e ci ritroviamo dopo cena per andare a fare tutti una bella e sana dormita.

Giorno 13.
Suona la sveglia e ci rimettiamo subito in macchina, non prima però di una abbondante colazione. La strada da percorrere è davvero molta! Per spezzare un po’ il viaggio facciamo una sosta in una piccolissima cittadina abbandonata da anni. Centralia.

La storia di Centralia è assai particolare, negli anni 60 un incendio si è propagato nei tunnel sotterranei dove si estendeva la miniera di carbone. Tutti i tentativi di spegnare l’incendio sono stati inutili e ben presto il fuoco manifestò i suoi effetti anche in superficie: ceneri, nuvole di fumo bianco ed acre, moria di alberi, scioglimento dell'asfalto con conseguente formazione di crepe sulle strade, voragini improvvise, ecc. la città venne piano piano evacuata e oggi conta solo 5 famiglie! Lo scenario che ci troviamo davanti è un po’ desolante i resti dell’asfalto sbriciolato, gli sbuffi di fumo che escono dal terreno e la totale, o quasi, assenza di persone rendono il luogo quantomeno particolare. Però la fretta è tanta e ci rimettiamo subito in macchina.

Arriviamo a Washington nel tardo pomeriggio, ma qui ci aspetta il motel prenotato precedentemente da casa.
Dopo aver posato le valige in stanza la fame inizia farsi sentire e decidiamo quindi di andare a mangiare nel fast food preferito da Obama, il Ben's Chili Bowl.
Arrivati davanti al locale vediamo che è davvero brutto e sopratutto affollatissimo. Decidiamo quindi di cambiare locale e ci spostiamo in più comune pub a mangiare il consueto hamburger.

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